a cura dell'Avv. Daniele Golini -Nel mese di marzo 2026 gli italiani saranno protagonisti di un momento storico decisivo per il futuro del nostro Paese, chiamati alle urne per esprimersi attraverso referendum costituzionale su una delle riforme più significative e attese degli ultimi decenni: la separazione delle carriere della magistratura. Si tratta di una trasformazione epocale che va ben oltre i tecnicismi giuridici, toccando il cuore stesso del nostro sistema democratico e promettendo di completare finalmente la transizione dal sistema inquisitorio a quello accusatorio, un percorso iniziato con coraggio e lungimiranza dalla storica riforma del 1988 voluta dal Ministro Giuliano Vassalli - eroe della Resistenza e grande giurista - ma mai completamente attuata a causa delle resistenze corporative e delle inerzie del sistema. Questa riforma rappresenta infatti il tassello mancante di un mosaico democratico che attende da quasi quarant'anni di essere completato, per allineare finalmente l'Italia agli standard delle democrazie europee più avanzate e garantire quella terzietà del giudice che è il presupposto fondamentale di ogni autentico sistema accusatorio. La presente trattazione viene affrontata volutamente attraverso un approccio divulgativo e accessibile, utilizzando pillole sintetiche sul contenuto della riforma oggetto della consultazione referendaria, evitando deliberatamente il taglio tecnico-legale che spesso allontana i cittadini dalla comprensione delle questioni istituzionali, dal momento che l'obiettivo primario è quello di fornire spunti di riflessione chiari, concreti e verificabili nei confronti del cittadino che si accinge ad esprimere il proprio voto democratico, illustrando con onestà intellettuale e rigore argomentativo quelle che sono le ragioni profonde, storiche e costituzionali del SÌ a questa riforma di civiltà e modernizzazione del sistema giudiziario italiano.
INDICE
L'Evoluzione Storica: Dal Sistema Inquisitorio a Quello Accusatorio
Lo Stato Attuale e la Riforma Proposta
La Necessità della Separazione: Completare il Progetto Vassalli
Il Modello Storico dei Regimi Totalitari
Il Problema delle Correnti: Verso un CSM Più Equilibrato
Sfatare i Falsi Miti della Riforma e delle Ragioni del No
Una Riforma Trasversale: Oltre gli Orientamenti Politici
L'Eredità di Giuliano Vassalli e La Separazione delle Carriere: Il Completamento Necessario
Conclusioni: Un Voto Consapevole per il Futuro della Giustizia
L'Evoluzione Storica: Dal Sistema Inquisitorio a Quello Accusatorio
Il Codice Zanardelli (1889): I Primi Passi verso il Garantismo
Il percorso verso la modernizzazione del processo penale italiano inizia con il Codice Zanardelli del 1889, che rappresentò una svolta epocale rispetto al sistema inquisitorio puro dell'Ancien Régime. Giuseppe Zanardelli, liberale e garantista, introdusse per la prima volta elementi accusatori nel processo penale italiano:
- Separazione tra fase istruttoria e dibattimentale
- Principio di oralità nel dibattimento
- Contraddittorio tra le parti, seppur limitato
- Pubblicità delle udienze
Tuttavia, il sistema rimaneva sostanzialmente misto, con una fase istruttoria ancora dominata dal giudice istruttore e un pubblico ministero con poteri limitati. La magistratura, pur formalmente unificata, operava in un contesto dove le funzioni erano più chiaramente distinte nella prassi.
Il Codice Rocco (1930): Il Ritorno all'Inquisitorio
L'avvento del fascismo segnò una drammatica involuzione. Il Codice Rocco del 1930, voluto dal regime di Mussolini, rappresentò un netto ritorno al sistema inquisitorio:
- Concentrazione dei poteri nelle mani del giudice istruttore
- Riduzione drastica dei diritti della difesa
- Segretezza dell'istruzione
- Utilizzabilità processuale degli atti di indagine
Parallelamente, Dino Grandi con il Regio Decreto n. 12 del 1941 unificò definitivamente le carriere di giudici e pubblici ministeri, creando un corpo magistratuale omogeneo e più facilmente controllabile dal potere politico. Questa scelta non fu casuale: i regimi autoritari hanno sempre preferito magistrature unificate perché più permeabili al controllo dell'Esecutivo.
La Costituzione del 1948: Le Basi del Cambiamento
I Padri Costituenti, pur mantenendo formalmente l'unità dell'ordine giudiziario ereditata dal fascismo, posero le basi per una futura evoluzione democratica del sistema:
- Articolo 104: "La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere"
- Articolo 111 (nella formulazione originaria): Garanzie processuali fondamentali
- Articolo 112: "Il pubblico ministero ha l'obbligo di esercitare l'azione penale"
Tuttavia, come emerge dai lavori dell'Assemblea Costituente, la scelta di mantenere l'unità dell'ordine giudiziario fu più una necessità contingente che una scelta ideologica. Piero Calamandrei stesso, pur sostenendo l'autogoverno della magistratura, era consapevole che il sistema avrebbe dovuto evolversi verso forme più moderne di separazione.
Il Codice Vassalli (1988): La Rivoluzione Incompiuta
La vera svolta arriva con la riforma del 1988, voluta dal Ministro Giuliano Vassalli - eroe della Resistenza, costituzionalista e riformatore. Il nuovo codice di procedura penale introduce finalmente il sistema accusatorio:
- Separazione netta tra indagini preliminari e dibattimento
- Formazione della prova esclusivamente nel contraddittorio dibattimentale
- Parità delle armi tra accusa e difesa
- Terzietà del giudice come principio cardine
Tuttavia, Vassalli stesso era consapevole che la riforma rimaneva incompleta senza la separazione delle carriere tanto è verto che ebbe a dire che "Un sistema accusatorio presuppone che il pubblico ministero sia veramente parte e il giudice sia veramente terzo. Questo non può avvenire se appartengono allo stesso ordine e sono governati dallo stesso organo".
La Riforma Costituzionale del 1999: Il Completamento Teorico
L'introduzione del nuovo articolo 111 della Costituzione nel 1999 ha costituzionalizzato i principi del giusto processo:
"La giurisdizione si attua mediante il giusto processo regolato dalla legge. Ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di parità, davanti a giudice terzo e imparziale"
La terzietà del giudice diventa così principio costituzionale, ma rimane incompatibile con l'attuale sistema di carriere unificate dal momento che la terzietà non può essere meramente formale, ma deve essere sostanziale e percepibile anche dall'esterno.
L'Incompiutezza del Sistema Attuale
Oggi, a oltre trent'anni dalla riforma Vassalli, il sistema italiano presenta una contraddizione strutturale:
- Processo accusatorio per legge ordinaria
- Magistratura unificata per tradizione storica
- Terzietà costituzionale del giudice formalmente proclamata ma sostanzialmente compromessa
Questa contraddizione emerge chiaramente nella prassi:
- Appiattimento dei GIP sulle richieste del PM
- Colleganza tra giudici e pubblici ministeri
- Condivisione di spazi e informazioni che compromette l'imparzialità
Lo Stato Attuale e la Riforma Proposta
Attualmente, l'articolo 104 della Costituzione stabilisce che "la magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere", con un unico Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) presieduto dal Presidente della Repubblica. Il sistema prevede:
- Un ordine giudiziario unitario con possibilità di passaggio tra funzioni giudicanti e requirenti fortemente limitate da riforme susseguitesi nel corso degli anni
- Un solo CSM composto da 33 membri (20 togati eletti dai magistrati, 10 laici eletti dal Parlamento, 3 di diritto)
- Competenza disciplinare affidata alla Sezione disciplinare del CSM
- Concorso unico per l'accesso in magistratura
La riforma introduce modifiche sostanziali agli articoli 87, 102, 104, 105, 106, 107 e 110 della Costituzione, prevedendo:
Separazione formale delle carriere (art. 104): "La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere ed è composta dai magistrati della carriera giudicante e della carriera requirente"
Due Consigli Superiori distinti:
- Consiglio Superiore della Magistratura Giudicante
- Consiglio Superiore della Magistratura Requirente
Nuova composizione basata sul sorteggio:
- 1/3 componenti laici estratti da elenco compilato dal Parlamento
- 2/3 componenti togati estratti a sorte tra magistrati della rispettiva carriera
Alta Corte Disciplinare (art. 105): organo autonomo composto da 15 giudici per la giurisdizione disciplinare, con doppio grado di giudizio
La Necessità della Separazione: Completare il Progetto Vassalli
Dal Sistema Inquisitorio a Quello Accusatorio
La riforma del 1988, voluta dal Ministro Giuliano Vassalli - figura di spicco della Resistenza e insigne giurista - introdusse il sistema accusatorio nel processo penale italiano. Tuttavia, come evidenziato nella relazione illustrativa, questo passaggio è rimasto incompleto senza la separazione delle carriere.
Il nuovo articolo 111 della Costituzione, introdotto nel 1999, stabilisce che il processo si svolge "nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di parità, davanti a giudice terzo e imparziale". La terzietà del giudice rappresenta il cuore del sistema accusatorio, ma questa non può essere garantita quando giudice e pubblico ministero appartengono allo stesso ordine, condividono la stessa formazione e sono governati dallo stesso organo.
Come sottolineato da Giovanni Falcone: "Un sistema accusatorio parte dal presupposto di un pubblico ministero che raccoglie e coordina gli elementi della prova [...] E nel dibattimento non deve avere nessun tipo di parentela con il giudice".
Il fronte del No punta il dito sul fatto che venga strumentalizzata la figura di un Giudice che non c’è più per avallare le ragioni del SI’ ma ciò che è davvero disdicevole è che gli stessi asseriscono che oggi Falcone avrebbe un’idea diversa perché i tempi sono diversi.
Ci si chiede se sia realmente disdicevole riportare il pensiero di Falcone realmente espresso o, invece, voler ricostruire cosa avrebbe detto o pensato oggi o, peggio ancora, diffondere fake news su frasi mai dette.
Il Modello Storico dei Regimi Totalitari
La magistratura unificata non è una conquista democratica, ma un retaggio del regime fascista. Fu infatti Dino Grandi, Ministro della Giustizia di Mussolini, a unificare le carriere nel 1941 con il Regio Decreto n. 12, ancora oggi in vigore per molti aspetti.
I regimi totalitari hanno sempre preferito magistrature unificate perché più facilmente controllabili dal potere politico. Al contrario, le democrazie mature adottano sistemi di separazione: dalla Francia alla Germania, dal Portogallo alla Spagna, tutti i principali ordinamenti europei prevedono carriere distinte per giudici e pubblici ministeri.
Il Problema delle Correnti: Verso un CSM Più Equilibrato
Il Sistema Clientelare Attuale
Il CSM attuale è dominato dalle correnti della magistratura, che hanno trasformato l'organo di autogoverno in un'arena di scontro politico con emarginazione del merito e delle qualità dei magistrati indipendenti che ne fanno parte. I casi emersi negli ultimi anni - dal "caso Palamara" alle nomine pilotate - hanno evidenziato come il sistema elettorale favorisca logiche clientelari e di appartenenza politica piuttosto che criteri di merito.
La relazione illustrativa sottolinea come questo sistema abbia portato a:
- Utilizzo politico delle nomine con criteri di appartenenza alle correnti
- Sostanziale inerzia disciplinare nei confronti di magistrati che hanno compromesso il prestigio della magistratura
- Promozioni basate su logiche di corrente piuttosto che su valutazioni oggettive di professionalità
Non si trascuri il ruolo dell’Associazione Nazionale Magistrati, a cui buona parte se non la quasi totalità dei magistrati sono iscritti, oggi mostra più ferocemente il suo vero volto di soggetto politico che determina uno squilibrio e una invasione nell’alveo del concetto della separazione dei poteri e pronta a tutto pur di non perdere il potere consolidato all'interno del CSM.
Il Sorteggio Come Soluzione
L'introduzione del sorteggio per i componenti togati mira a spezzare il potere delle correnti, garantendo una rappresentanza più equilibrata e meno condizionata da logiche politiche. Il sorteggio non è una novità nell'ordinamento italiano atteso che è già previsto per i giudici popolari delle Corti d'Assise e per i giudici aggregati della Corte Costituzionale nei giudizi d'accusa.
Erroneamente si afferma che allora dovrebbero essere scelti con sorteggio anche i politici o, ad esempio, i membri del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati.
Tali parallelismi appaiono fuori luogo e lanciati al solo fine di ingenerare confusione mettendo in evidenza inesistenti contraddizioni e discriminazioni.
Il Parlamento è diretta espressione della volontà/sovranità popolare ed è il motivo per il quale viene eletto.
L’Ordine degli Avvocati, per citarne uno fra i vari sistemi ordinistici, in primo luogo non è un Organo di rilievo Costituzionale e, in ogni frangente, l’elezione dei suoi membri non avviene su base di suddivisione politica ma sulla base di programmi di politica forense nell’interesse della categoria.
Il CSM, al contrario, con il predominio delle correnti e la preponderanza di ANM (che rappresenta l’estrema sinistra della magistratura) si è trasformato in un piccolo Parlamento che ha una funzione ancillare ai Governi e rispettivi Parlamenti di centro/sinistra o di opposizione nei confronti dei Governi e rispettivi Parlamenti di centro/destra. Ciò ha necessariamente determinato e tutt’ora determina uno sconfinamento e uno squilibrio nella divisione dei poteri.
La Separazione Fisica: Superare la "Colleganza"
Uno degli aspetti più critici dell'attuale sistema è la condivisione fisica degli spazi tra giudici e pubblici ministeri con un concetto di "colleganza" che sovente comporta:
- Appiattimento dei GIP alle richieste dei PM
- Condivisione informale di informazioni che compromette l'imparzialità
- Creazione di un clima di sostanziale collaborazione invece che di dialettica processuale
La separazione delle carriere, accompagnata da una diversa organizzazione degli uffici, garantirà quella "inimicizia" istituzionale che, come sostenevano i pensatori illuministi, è essenziale per il controllo reciproco dei poteri.
Sfatare i Falsi Miti della Riforma e delle Ragioni del No
"La Separazione Esiste Già"
Non è corretto. Attualmente esiste solo una separazione delle funzioni, non delle carriere. I magistrati possono passare da funzioni giudicanti a requirenti e viceversa, appartengono allo stesso ordine, hanno la stessa formazione e sono governati dallo stesso CSM. La vera separazione delle carriere implica percorsi formativi, concorsi e organi di governo distinti.
"I PM Saranno Assoggettati al Potere Politico"
È falso. L'articolo 104 riformato ribadisce espressamente che entrambe le carriere costituiscono un ordine "autonomo e indipendente da ogni altro potere". I pubblici ministeri continueranno a godere delle stesse garanzie di indipendenza, ma con un proprio organo di autogoverno che ne tutelerà meglio la specificità funzionale.
"Due CSM Indeboliscono la Magistratura"
Al contrario. Due CSM separati garantiranno:
- Valutazioni di professionalità più specifiche per ciascuna carriera
- Assenza di conflitti di interesse nelle promozioni
- Eliminazione delle ritorsioni dovute al fisiologico scontro processuale tra accusa e giudizio
"L'Alta Corte Disciplinare Non Può Funzionare"
È infondata questa preoccupazione. L'Alta Corte prevede espressamente un doppio grado di giudizio con rotazione dei membri, garantendo che chi ha giudicato in primo grado non partecipi al secondo. Questo sistema è già utilizzato con successo in altri ordinamenti europei.
"Il Sorteggio dei Laici da una lista stilata dal Parlamento Equivale a Politicizzare la Magistratura"
È un equivoco. Il sistema previsto dalla riforma mantiene la rappresentanza politica dei membri laici (espressione della sovranità popolare e limite all’autoreferenzialità del CSM), ma introduce il sorteggio da una lista stilata sulla base di determinati criteri per ridurre le logiche di spartizione partitica. Questo rappresenta un minor controllo politico, non maggiore.
Sostenere che solamente con la riforma si introduce una quota laica “politica” corrisponde al falso per espressa previsione costituzionale.
In ogni caso la quota laica, oggi come domani, per espressa conservazione della proporzione di composizione del consesso non può determinare squilibrio alcuno se non nella misura in cui voglia ammettersi che tale squilibrio vi è anche oggi e che, dunque, una riforma sarebbe in ogni caso necessaria.
"Il Sorteggio è Truccato perché è Diverso tra quello della quota Laica e quello dei membri Togati"
È falso ed è un concetto demagogicamente lanciato da Gratteri con un assunto che muove da presupposti erronei che non tengono conto nemmeno dell’attuale sistema in cui i membri laici sono già scelti dal Parlamento in seduta comune. In ogni caso, come già evidenziato, la diversità della tipologia di sorteggio trova la sua ratio nella diversa natura della presenza di quota togata (di funzione e di appartenenza alla categoria) e quella laica (di rappresentanza popolare attraverso i membri scelti dai rappresentanti del Popolo ossia il Parlamento).
"Il Sorteggio dei Togati Crea un CSM Debole e poco qualificato"
È una valutazione errata e pretestuosa. I magistrati hanno già superato un concorso pubblico che ne attesta le elevate competenze giuridiche. Non si comprende perché un magistrato sorteggiato non dovrebbe essere in grado di valutare la professionalità dei colleghi, gestire trasferimenti e promozioni. Il sorteggio garantisce invece una rappresentanza più equilibrata e meno condizionata.
Ciò riverbera i propri effetti non solo sulla scelta dei magistrati sulla base del merito e non dell’appartenenza correntizia ma anche sul fenomeno delle nomine pilotate nelle varie sedi al fine di esercitare le funzioni secondo diktat di natura politica e non della reale funzione di imparziale esercizio della giurisdizione.
Con tale sistema molti magistrati meritevoli potranno finalmente avere dei ruoli nell'ambito del CSM se si pensa che ad oggi, a causa del sistema delle correnti, tanti magistrati indipendenti sono totalmente esclusi, ad esempio, dalla presidenza delle varie commissioni con un sistema di ver e propria emarginazione punitiva correntistica.
"Si Altera l'Equilibrio Costituzionale"
Non è vero. Le proporzioni tra membri togati e laici rimangono invariate (2/3 - 1/3). La differenza nel sistema di selezione (sorteggio puro per i togati, sorteggio da lista per i laici) riflette la diversa funzione: i laici rappresentano la sovranità popolare, i togati la categoria professionale.
"È un Attacco alla Costituzione"
È un'affermazione priva di fondamento. La Costituzione prevede espressamente la propria modificabilità attraverso il procedimento dell'articolo 138. Adeguare la Carta costituzionale all'evoluzione della società e dell'ordinamento non è uno "stravolgimento", ma una necessità fisiologica di ogni democrazia matura. Invero, dalla nascita della Magna Carta e fino ai nostri giorni diversi sono stati gli interventi e le riforme costituzionali.
"Rischio di Deriva Autoritaria"
È l'opposto della realtà. La separazione delle carriere completa il sistema accusatorio, che è tipico delle democrazie liberali. Sono invece i regimi totalitari ad aver sempre preferito magistrature unificate, più facilmente controllabili dal potere politico.
"Questa Riforma è un Cavallo di Troia per poi attuare con legiferazione ordinaria la Subordinazione del PM all'esecutivo"
Affermazione falsa. In primo luogo occorre valutare la riforma odierna nella sua formulazione e non certo sulla base di processi alle intenzioni ma in ogni caso occorre considerare che qualunque futura legge dovrà essere costituzionalmente legittima e il parametro di riferimento saranno sempre e comunque le norme della Costituzione che anche con con la riforma costituzionale mantengono la magistratura giudicante e requirente autonome e indipendenti.
"Questa Riforma è un Salva casta, per Garantire Impunità ai Politici, voluta da Gelli e Berlusconi, di matrice Fascista per minare Autonomia e Indipendenza della Magistratura"
Falso. Il fronte del NO utilizza tali argomenti in maniera tendenziosa e ben consapevole della sensibilità della popolazione ad una sostanziale sfiducia nella politica il tutto con agitazione dello spauracchio del fascismo al fine di far percepire imminenti pericoli per i diritti fondamentali e le garanzie costituzionali.
Basti pensare non solo che la riforma costituzionale non è altro che il completamento del sistema accusatorio voluto dall'Eroe della Resistenza Giuliano Vassalli ma che in tale solco, negli anni passati, i partiti di sinistra hanno sempre sposato tale progetto.
L'argomento Gelli/Berlusconi, poi, risulta totalmente inconferente ma subdolamente evocato al fine di accostare i fenomeni delle Logge massoniche e le vicende giudiziarie del Cavaliere Silvio Berlusconi all'odierna riforma così che essa possa essere identificata a chissà quale disegno di poteri occulti.
"E' una Riforma che non Seve perché non Migliora la Velocità, la Certezza della Pena e non ha utilità diretta per i Cittadini"
Falso. In primo luogo la riforma non ha ad oggetto diretto tematiche come quelle di velocizzare i processi, rinforzare l'organico del settore Giustizia, inasprire le pene o cose simili ma dire che non ha utilità per i cittadini è un'argomentazione di pura demagogia per far leva sulla buona fede degli elettori e soprattutto porre la consultazione referendaria sotto una chiave di appartenenza politica e non di merito della riforma.
Il completamento del processo accusatorio e la terzietà del Giudice sono principi che si pongono a monte di ogni altra questione per rendere la Giustizia più efficiente perché senza un Giudice davvero terzo e imparziale ogni altra misura si rivela inefficace.
Inoltre, non è vero che per il comune cittadino non cambia nulla perché qualunque cittadino potrebbe venire a contatto con il sistema Giustizia e ognuno di noi un giorno potrebbe scontrarsi con le storture di un sistema in cui la terzietà e l'imparzialità non sono realmente compiute.
D'altro canto il nostro ordinamento è caratterizzato per l'astrattezza e la generalità delle norme e ciò comporta che ogni norma viene emanata per disciplinare una data situazione in cui ci si potrebbe ritrovare ma non presuppone di certo che al momento della sua emanazione la totalità dei cittadini si trovi nella condizione contemplata dalla normativa emanata.
Una Riforma Trasversale: Oltre gli Schieramenti Politici
La riforma gode di un sostegno Bipartisan atteso che essa nasce già nel corso degli anni negli ambienti della sinistra e sebbene oggi sia stata promossa dall’attuale Governo di centrodestra, ha raccolto consensi trasversali:
- Esponenti della sinistra riformista
- Magistrati di ogni orientamento, sia giudicanti che requirenti alcuni dei quali già appartenenti al CSM
- Ex Presidenti e Giudici della Corte Costituzionale come Gustavo Zanon, Augusto Barbera e Giulio Prosperetti
L'Eredità di Giuliano Vassalli e La Separazione delle Carriere: Il Completamento Necessario
Il più grande sostenitore della separazione delle carriere fu Giuliano Vassalli, eroe della Resistenza, costituzionalista e riformatore. La sua visione di una giustizia più equa e imparziale trova compimento in questa riforma, che rappresenta l'evoluzione naturale del sistema accusatorio da lui introdotto.
La riforma costituzionale del 2026 rappresenta il completamento logico di un percorso iniziato con Zanardelli, interrotto dal fascismo, ripreso con la Costituzione e rilanciato da Vassalli. Non si tratta di una rottura, ma dell'evoluzione naturale verso un sistema pienamente accusatorio.
La separazione delle carriere non è quindi un'innovazione rivoluzionaria, ma il punto di arrivo di un processo storico che ha visto l'Italia evolversi da un sistema inquisitorio autoritario verso un modello accusatorio democratico. È il completamento del progetto Vassalli, l'eredità di un grande giurista che ha dedicato la vita alla costruzione di una giustizia più equa e imparziale.
Solo con la separazione delle carriere il sistema accusatorio italiano potrà dirsi compiuto, allineandosi finalmente agli standard delle democrazie europee più avanzate.
Conclusioni: Un Voto Consapevole per il Futuro della Giustizia
Il referendum di marzo 2026 non è una battaglia politica, ma un'opportunità storica per completare la modernizzazione del sistema giudiziario italiano. La separazione delle carriere rappresenta:
- Il completamento del progetto Vassalli verso un sistema pienamente accusatorio
- La garanzia di maggiore imparzialità attraverso la terzietà del giudice
- Il superamento delle logiche clientelari che hanno inquinato il CSM
- L'allineamento agli standard europei di indipendenza e separazione dei poteri
Se questa riforma fosse davvero un attacco alla democrazia o un tentativo di assoggettamento politico della giustizia, avrebbe mai potuto raccogliere un consenso così trasversale tra giuristi, magistrati e costituzionalisti di ogni orientamento?
La risposta è nel voto di ciascun cittadino. Un voto consapevole, informato, libero da pregiudizi ideologici.
Perché la giustizia, come insegnava Vassalli, deve essere di tutti e per tutti, mai di parte.
Aggiungi commento
Commenti